INTERATTIVITÀ DIGITALE. Nuove musiche, nuove creatività. Applicazioni nei percorsi didattici e nel dialogo fra gruppi sociali emergenti. Gli Iperstrumenti (altrimenti definiti Strumenti Digitalmente Aumentati) sono sistemi interattivi che estendono le potenzialità creative degli interpreti su strumenti musicali acustici (ma anche di danzatori, attori, artisti grafici) tramite sensori che tracciano i movimenti funzionali alla produzione sonora, e li integrano con analisi audio in tempo reale secondo metodologie programmate per estrarre e focalizzare specifiche caratteristiche sonore e musicali emergenti all’interno di una pubblica performance. Tali sistemi di tecnologia applicata forniscono in primis un potente mezzo di investigazione delle componenti corporee, emozionali e stilistiche del performer, e possono divenire perciò un potente mezzo di analisi orientabile a finalità psicoacustiche, comunicative, musicologiche, psicologiche, antropologiche. La potenzialità creativa ed espressiva di queste tecnologie consiste nel far convergere i dati di analisi del gesto performativo in un circuito sonoro elettroacustico programmato per rispondere e per trasdurre i gesti del performer in entità musicalmente organizzate. La computer music permette di creare composizioni elettroacustiche e composizioni algoritmiche in grado di variare sé stesse e determinare propri autonomi sviluppi con alti gradi di flessibilità e in risposta a stimoli e dati variabili di input. In altre parole, le stesse componenti e gli stessi dati di analisi digitale psicoacustica, emotiva, stilistica e gestuale che indagano in tempo reale i comportamenti del performer sul palco, vengono reintrodotti all’interno delle sonorità e delle strutture musicali elettroacustiche come variabili in tempo reale, che produrranno quindi una musica sensibile ai contesti e agli eventi che si svolgono sul palco. In tal modo, si fornisce al performer una chiara percezione della propria acquisita facoltà di generare tecnologicamente una musica che corrisponde alle proprie decisioni, anche a quelle estemporanee. Se gli stessi dati di analisi della performance vengono opportunamente visualizzati dal performer (ad esempio sullo schermo di un laptop, sul palco, in modalità numerica o grafica, o trasformati secondo concordate simbologie), i dati di autoanalisi potranno venire utilizzati come partitura grafica e in animazione, in modo da fornire al performer stesso un ulteriore mezzo di interazione musicale algoritmica, secondo procedure simboliche. Si considerano qui Iannis Xenakis, Tod Machover e George Lewis come grandi pionieri; tra i numerosi sviluppi di tecnologie interattive emersi negli ultimi 3 /4 decenni, il relatore illustrerà alcuni propri progetti in eventi concertistici per solisti ed ensemble, spesso in collaborazione con
compagnie di danza, attori e gruppi di ricerca scientifica. Verrà dato un particolare accento alle applicazioni didattiche e a progetti di carattere transculturale orientati a valorizzare gli aspetti estemporanei e intra-soggettivi nella comunicazione musicale fra musicisti di diverse formazioni culturali ed etniche – in particolare i progetti Saundaryalahari e Fughe e Confluenze.
MA/IN, 2016
The Trees, 2016

Augmented Cellos, 2018
Contributi scientifici
2014
Conferenza EMS, Berlino
2019
Generative Art Conference, Roma
Contributo alla pubblicazione
L’improvvisazione non si improvvisa, a cura di Fabio De Sanctis De Benedictis © 2020 Istituto Superiore di Studi Musicali “Pietro Mascagni” di Livorno
The Speckled Cellist
D. Mukherjee, D. K. Arvind
Progetti
Violoncello Totale
Cello e Iper-cello
Messaggi da Kafka
Workshop a Genova, 2015
Intervista, 2018
Kobane, 2019


Associazione Mask APS
Festival internazionale di nuova musica
PROGRAMMA
Duo Mixtura
Growing Flowers
8 Febbraio
Fondazione Istituto Liszt, Bologna
Liszt in Jazz
7 Aprile
Circolo della Musica
Workshop di Body Percussion
a cura di Antenore Ferreira
11 Maggio
Bologna Fiere/Eufonica
The World is Sound
con John Nectune Kaizan, Moon Arra, Cardew ensemble
- 4 Luglio, Antisalotto Culturale, Firenze
- 6 Luglio, Biblioteca di San Francesco, Bologna
Da Piazzolla a Mozart
19 Ottobre
Goethe Zentrum
B/B Omaggio a Cathy Berberian e Luciano Berio
In collaborazione con il Conservatorio Maderna/Lettimi di Cesena
22 Ottobre
Teatro San Leonardo, Bologna
Sounds Theatre
progetto di Vahid Hosseini
25 Ottobre
Chiesa di San Giovanni dei Battistini, Bologna
Omaggio a Giancarlo Cardini
Quaderni di Octandre
22 Novembre
Fondazione Istituto Liszt, Bologna
ll MASKFEST 2025 si inaugura l’8 febbraio con il duo Mixtura di Hannover. In conformità alle finalità dell’associazione il festival propone una visione molteplice delle musiche di oggi promuovendo una visione al tempo stesso di ricerca, divulgazione e confronto fra culture lontane e gruppi sociali. La rassegna offre ampio spazio ad artisti di rilievo internazionale prevenienti da
diverse aree geografiche (Giappone, India, Brasile, USA, Germania, Svizzera, Francia) per progetti di collaborazione anche a lunga scadenza con musicisti di area bolognese, sia indipendenti che affiliati a importanti istituzioni formative e di ricerca. Vengono quest’anno confermate consolidate partnership locali con la Fondazione Istituto Liszt di Bologna, il Goethe Zentrum, il Centro di Ricerca Musicale Teatro San Leonardo/Angelica, la Biblioteca di San Francesco, Eufonica di Bologna Fiere, e con importanti ensemble di musica contemporanea quali New Made Ensemble di Milano, Istantanea di Bologna, Mixtura di Hannover, Moon Arra di Bangalore. Il festival prevede sinergie e collaborazioni con la Rete di Associazioni Counterpoint, con l’Antisalotto Culturale di Firenze, con IMMSANE (International Media Music and Sound Arts Network in Education), e la SIEM (Società Italiana di Educazione Musicale, sezione di Bologna). Il Festival mantiene la propria consolidata ottica di confronto fra passato e presente, fra le culture occidentali ed extraeuropee, promuovendo nuove produzioni e uno stretto confronto tra le diverse dimensioni che danno carattere alle musiche di oggi e manifestando una chiara volontà di superare tradizionali barriere e nicchie culturali che tradizionalmente allontanano la musica di orientamento accademico da quella a sfondo “popular” e incentivando dialogo e comune ricerca fra artisti appartenenti ad aree culturali e geografiche distanti. Alcuni appuntamenti vedranno studenti e pubblico come protagonisti, come nel caso del workshop sulla body percussion condotto dall’esperto musicista brasiliano Antenore Ferreira che guiderà il pubblico a una nuova conoscenza del proprio corpo come mezzo espressivo e a una performance che combina i ritmi complessi e concreti della nostra contemporaneità con le suggestioni del Samba. Un ulteriore workshop per giovani compositori e improvvisatori verrà condotto dai virtuosi di musica giapponese John Nectune Kaizan (shakuhachi) e Claudia Erlang (koto), primo appuntamento di un elaborato progetto finalizzato alla commissione a compositori di fama internazionale di nuove musiche per strumenti tradizionali giapponesi. Il workshop sarà coordinato con un concerto di World Music cui prenderanno parte jazzisti di area bolognese e musicisti provenienti dall’India, con l’intento di approfondire il progetto Operaaga su temi legati alla sacralità, al conflitto Uomo/Natura e alla ricerca di comuni archetipi nella comunicazione e nei linguaggi musicali europei e asiatici. I concerti maggiormente dedicati al repertorio classico sviluppano comunque particolari ottiche e visioni che partendo dal mondo di oggi si proiettano verso il nostro passato, e viceversa. E’ il caso ad esempio del concerto dell’Ensemble Mixtura che offre una speciale rilettura dei repertori medievali e umanistici attraverso le sonorità “folk” della fisarmonica e della ciaramella. Il concerto Liszt in Jazz, elaborato da un quintetto di compositori classici, jazz ed elettronici propone invece uno speciale percorso che manifesta inedite sinergie fra il linguaggio tardo-romantico (ma intriso di qualità balcaniche, arabeggianti, rom, spagnole) di Liszt e le armonie di Ellington, Monk, Davies che assorbirono le stesse qualità etniche integrandole in un contesto Afro-Americano. I nuovi appuntamenti per il ciclo “Liszt musicista nel futuro” stimolano la conoscenza del nostro background classico-tradizionale, vista sotto nuovi punti di vista che rivalutano l’individualismo e la creatività di un grande musicista romantico in parte dimenticato nel corso del tecnocratico XX secolo.
Il Festival, pur mantenendo un’ottica di intrattenimento e divulgazione, e un’offerta musicale altamente diversificata e orientata a una pluralità di pubblici, si rivolge continuativamente e già da qualche anno a collaborazioni e partenariati orientati ad attività di ricerca storica e scientifica, sia per la promozione di nuovi linguaggi che per la definizione di nuove prospettive di indagine e conoscenza del nostro passato e delle molteplici tradizioni ad esso implicite.

DUO MIXTURA
Growing Flowers
8 Febbraio 2025, ore 18
Fondazione Istituto Liszt, via A. Righi 30, Bologna
L'Ensemble Mixtura, fondato da Katharina Bäuml e Margit Kern nel 2010, esplora e incrocia i linguaggi musicali di epoche e luoghi distanti. L'ensemble, fondato in Germania, si esibisce a livello internazionale, ha commissionato numerose nuove composizioni, collabora continuativamente con le principali emittenti radiofoniche tedesche, e ha inciso quattro CD, presentando spesso opere in prima esecuzione assoluta.
Il Duo Mixtura propone oggi il progetto Growing Flowers che unisce la ciaramella, uno strumento ad ancia del XIV secolo che rappresenta lo spirito, il suono e la pratica esecutiva del Rinascimento, alla fisarmonica, simbolo dell'esperienza e del mondo sonoro della nuova musica. Combinando opere storiche e contemporanee, il progetto crea un arazzo musicale che trascende il tempo e i confini e riflette la natura illimitata della musica.
Il programma Growing Flowers indaga un processo centrale nella genesi della musica: la trasformazione di ciò che è lontano ed estraneo in una originale sintesi intima e poetica. L'integrazione dell'altro nel proprio è un tema centrale nel campo della creazione musicale. Come avviene questo processo? Come viaggiano le melodie nel tempo e nello spazio? e cosa succede durante questo cammino?
Growing Flowers esamina a livello sonoro questo processo di presa di coscienza attraverso la leggerezza e bellezza dei fiori. Una conversazione esistenziale guidata dalle nuove composizioni di Johannes Schöllhorn e della compositrice coreana Eun-Hwa Chos in dialogo con le musiche del Medio Evo e dell’Umanesimo.
"Tra un fiore colto e l'altro donato" di Johannes Schöllhorn, che fu presentata in prima esecuzione mondiale al Festival Ultraschall di Berlino, funge da radice per "Duo" di Eun-Hwa Cho, che fonde l'estraneo e il familiare, a commento della musica antica di Guillaume de Machaut, Guillaume Dufay, Johannes Ciconia e Francesco Landini, in una danza circolare e sconfinata, che attraversa periodi e transizioni storiche.
Katharina Bäuml e Margit Kern sono musiciste affermate nei rispettivi campi.
Bäuml è direttrice artistica dell'ensemble di fiati rinascimentali "Capella de la torre", che ha ricevuto prestigiosi premi tra i quali l'Opus Klassik e il German Record Prize. Kern è attivissima musicista da camera e solista, titolare di una cattedra onoraria presso l'Università delle Arti di Brema.
Katharina Bäuml, ciaramella
Margit Kern, accordeon
https://www.ensemble-mixtura.de/mixtura
Growing Flowers
Guillaume Dufay
(1400 - 1474)
Flos Florum
Johannes Schöllhorn due fiori (2021/2024)
un fiore colto
per accordeon solo
Francesco Landini
(1325 - 1397)
Fior di dolceça
Johannes Schöllhorn due fiori (2021/2024)
un fiore donato
per ciannamella e accordeon obbligato
Charlotte Seither never real, always true (2008)
per accordeon solo
Johannes Ciconia
(1370 - 1412)
O Rosa Bella
Gilles Binchois
(1400 - 1460)
Virgo Rosa
Eun-Hwa Cho
Duo (2024) per ciannamella e accordeon
Hot Strings II, 2018
Awakening, 2015









LISZT IN JAZZ
7 Aprile 2025, ore 21
Circolo della Musica, via Valleverde 33, Rastignano (Bologna)
Il progetto Liszt in Jazz è stato ideato dal quartetto di compositori/performer Irene Robbins, Yati Durant, Francois Laurent e Nicola Baroni, esperti di musica classica, contemporanea, popular e jazz, in collaborazione con il percussionista Stefano Calvano, versatile e instancabile inventore di sonorità e strumenti ai confini fra jazz, blues, etno, world, contemporanea, elettronica.
Lo spettacolo unisce momenti di Jazz “tradizionale” e sperimentale a un lavoro di ricerca sulle radici storiche (classiche, etniche, afro-americane) dei linguaggi musicali di oggi.
Liszt, grande improvvisatore e pianista dell’800 attinse alle energie del folklore balcanico, delle band “gypsy”, delle sonorità arcaiche e mediterranee per creare un proprio mondo musicale spirituale e trasfigurato.
Non può stupire l’affinità di soluzioni armoniche e stilistiche rispetto ai successivi sviluppi di oltreoceano, e alle origini di stili jazz, incrocio e sintesi di diversi processi migratori anche di matrice europea.
Il concerto propone un insolito viaggio tra insospettabili somiglianze di temi, armonie e ritmi che ci faranno ondeggiare tra Liszt, Ellington, Monk e le nuove elaborazioni acustiche, vocali ed “elettroniche” del quintetto.
Irene Robbins (voce e pianoforte)
Yati Durant (tromba)
François Laurent (basso elettrico)
Nicola Baroni (violoncello)
Stefano Calvano (percussioni)
Variazioni arrangiamenti e improvvisazioni da Nuages Gris, La lugubre Gondola, Album Leaf, Csárdás
Obstiné, La notte, di Liszt.
Variazioni su temi di Ellington, Davies, Monk.
Nuove produzioni del quintetto.
Liszt in Jazz è promosso dall’Associazione MASK APS in collaborazione con la Fondazione Istituto Liszt per la rassegna Liszt Musicista nel Futuro ➔ descrizione della rassegna alla pagina XIII. MaskFest 2023.
Concerto completo
Highlights



WORKSHOP DI BODY PERCUSSION
Antenor Ferreira
11 Maggio 2025, dalle ore 15:30
Eufonica di Bologna Fiere
piazza della Costituzione 3, Bologna
La body percussion è molto di più che una soluzione creativa per facilitare le lezioni di musica in istituzioni in cui gli strumenti musicali non sono disponibili. La body percussion si è affermata come un'attività cognitiva che sviluppa sia la percezione uditiva che la coordinazione motoria. Inoltre la body percussion è stata utilizzata con successo come metodo di socializzazione, comunicazione e integrazione in diverse comunità quali gli immigrati e altri gruppi sociali meno privilegiati. Le competenze di body percussion sono preziose sia per i musicisti che per gli insegnanti di musica e possono essere applicate in diversi contesti a partire dalla scuola elementare fino all'istruzione superiore, senza escludere il contributo offerto da diversi compositori a partire dal secondo 900.
Durante il workshop si lavorerà anche su alcuni ritmi della tradizione popolare brasiliana, come il samba e la bossa nova. Questi ritmi sono tradizionalmente trasmessi oralmente e possono offrire diverse esperienze di insegnamento e apprendimento per futuri insegnanti e musicisti, integrando metodi informali allineati alla teoria delle intelligenze multiple.
Workshop
Il workshop si articolerà in due diverse sessioni:
ore 15.30-16.45 sessione per studenti giovani (a partire dai 9 anni fino ai 14), aperta ai genitori e anche al pubblico con o senza conoscenze musicali.
ore 17-18.30 sessione dedicata all'approfondimento di competenze musicali, all'indipendenza e
coordinazione motoria, alla creazione e allo sviluppo ritmico. Questo incontro è preferibilmente
indicato per studenti di livello avanzato, insegnanti di musica, ma anche per musicisti professionisti.
Presentazione musicale
Al termine dei laboratori entrambi i gruppi eseguiranno una breve performance musicale suonando alcune canzoni con arrangiamenti di body percussion creati durante il workshop.
Alle ore 18 è prevista la performance finale nel padiglione principale.
Antenor Ferreira (PhD)
Professore di percussioni e teoria musicale presso l'Università di Brasilia. Ha conseguito un dottorato di ricerca in composizione musicale e un master in etnomusicologia. Ha coordinati progetti di scambio tra università europee e l'Università di Brasilia. Ha oltre 20 anni di esperienza come percussionista d'orchestra e una vasta esperienza nella musica popolare. Ha pubblicato CD e prodotto 2 DVD. Curatore dei libri Music, Speech,
and Mind (2019), Music in an Intercultural Perspective (2016). È autore di diversi articoli scientifici e dei libri L'analisi come Principio Compositivo (2014) e Strutture Armoniche Post-Tonali (2006). È visiting professor presso l'Università di Bologna.
Per il XV MASKFEST, evento in collaborazione con
SIEM (Società Italiana di Educazione Musicale)
Università di Bologna - Dipartimento di Scienze dell'Educazione,
classe di Percussioni del Conservatorio GB Martini di Bologna
(prof Nunzio di Corato)
Agenda Produzioni per lo Spettacolo


THE WORLD IS SOUND
Venerdì 4 Luglio, Antisalotto Musicale, via della Fornace 9, Firenze
Domenica 6 Luglio, Biblioteca e Officina San Francesco, piazza San Francesco, Bologna
Secondo alcune leggende lo Shakuhachi fu portato dalla Cina in Giappone più di mille anni fa da un monaco Zen. Durante il periodo Edo (1615-1868) lo Shakuhachi veniva suonato da monaci erranti chiamati Komuso, ovvero "sacerdoti della vacuità". I Komuso usavano lo Shakuhachi come un modo per "soffiare lo Zen". Divenne pratica diffusa accompagnare Shakuhachi e canto con il Koto, cetra giapponese derivata dal Guzheng cinese e strumento principale nelle corti a partire dal 1600.
Oggi le esecuzioni di musica tradizionale giapponese sono comuni, ma vengono anche scritti nuovi brani per Shakuhachi solista e in ensemble, e per Shakuhachi in combinazione con altri strumenti giapponesi e/o provenienti da tutto il mondo.
John Kaizan Neptune è ampiamente riconosciuto come uno dei massimi maestri mondiali dello Shakuhachi, il flauto di bambù giapponese. La presenza di John Kaizan in Italia nella prima metà di Luglio ci consente di organizzare uno straordinario evento di World Music in duo con la suonatrice di Koto (cetra giapponese) Claudia Erland, in collaborazione con il gruppo indiano di fusion Moon Arra, e con il Cardew ensemble. A fianco del concerto sono previsti workshop e una breve conferenza di presentazione.
ORE 18
Workshop per compositori di area classica, jazz ed elettroacustica, per strumentisti e studenti, a cura di John Kaizan Nectune.
Il soffio, la scrittura, l’ascolto.
Tecnica strumentale, acustica, filosofia e metodi di scrittura musicale per Shakuachi, Koto e strumenti giapponesi
Maggiori informazioni http://jneptune.com/
ORE 21
The World is Sound
John Kaizan in concerto con Moon Arra, Claudia Erland, Cardew Ensemble
World Music, Jazz, Giapponese, Contemporanea
John Nectune Kaizan Shakuhachi
Claudia Erland Koto
Jagadeesh R.M Chitarra
Madhuri Jagadeesh Voce e narrazione
Yati Durant Tromba
Irene Robbins Voce e piccole percussioni
Nicola Baroni Violoncello
Francois Laurent Basso elettrico
Il titolo del progetto fa riferimento a The World Is Sound: Nada Brahma: Music and the Landscape of Consciousness di Joachim-Ernst Berendt, che coniò, ancora nello scorso secolo il termine World Music, non solo nell’accezione di incontro di culture, ma anche come incrocio di spiritualità, scienze, tecnologie, geometrie europee ed extra-europee. World is Sound implica una speciale attenzione alla componente vibratoria, “creativa” e sonora nella costituzione della materia fisica e vivente, e una priorità dell’ascolto nella costruzione della nostra esistenza percettiva e culturale.
John Kaizan Neptune è ampiamente riconosciuto come uno dei massimi maestri dello Shakuhachi, il flauto di bambù giapponese. Famoso in Giappone e nativo della California, John Kaizan è anche un affermato artista e compositore jazz. Laureato in etnomusicologia John si stabilì a Kyoto e nel marzo del 1977 conseguì il certificato di maestro presso la scuola Tozan dove gli fu conferito il nome onorario di "Kaizan", che significa Mare e Montagna.
Da allora John Kaizan Neptune ha lasciato il segno nella musica contemporanea come artista di esplorazione e di espansione, adattando lo shakuhachi a diversi contesti musicali in tutto il mondo, e portando gli ascoltatori in viaggi musicali che comprendono l’India e l’Occidente, intrecciati coi ritmi di world music, blues, New Age, jazz e musica tradizionale giapponese.
Il gruppo musicale Moon Arra, residente a Bangalore, fonde musica classica indiana, jazz e world music, e si unisce a musicisti italiani di area classica e jazz, per un progetto musicale di fusione di stili e tradizioni espressive, sorretto da interventi di voce narrante sul tema del conflitto Uomo/Natura a cura di Madhuri Jagadeesh.
Fondato dal chitarrista e compositore indiano Jagadeesh Ramanujam Mudambi e dalla cantante scrittrice Madhuri Jagadeesh. MoonArra significa “tre flussi” ed è stato fondato nel 2006 come fusione delle interazioni e delle influenze complessive tra Musica Classica Indiana, Jazz e World Music delle quali i membri fondatori del gruppo sono portatori. La missione di Moon Arra è sempre stata quella di collaborare e connettersi con musicisti e pubblico di tutto il mondo portando un messaggio di pace e di armonia, benevolenza e tolleranza nell’ambiente contemporaneo. MoonArra è presente a livello internazionale in numerosi jazz festivals e concerti in Asia, Africa ed Europa.
Nel 2022 nasce la collaborazione di Moon Arra con il collettivo di musicisti-compositori Cardew Ensemble (attivo in Italia, Svezia, UK, Austria, Repubblica Ceca) verso percorsi di improvvisazione, composizione collettiva, Live Electronics, elaborazione di partiture grafiche, nuovi progetti che intrecciano tradizione e scrittura musicale Europea con le energie delle tradizioni extra-europee e della World Music.
Progetto a cura dell’Associazione MASK di Bologna.





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Dietro le quinte








Workshop



























DA PIAZZOLLA A MOZART
Duo SoliPse & Yuki Mack
19 Ottobre 2025
Goethe Zentrum, via De' Marchi 4, Bologna
The Duo SoliPse was formed in 2011 by flutist Elena Stojceska and guitarist Romain Petiot. They performed in various cities and festivals in France, Czech Republic, Macedonia, Italy, Russia and Bosnia and erzegovina, such as " Lovran Classic" in Croatia, the festival of Arromanches, the "Maskfest" festival in San Marino, the "Ohrid summer" festival, "Days of Macedonian Music" in Skopje, the "Forfest" festival in Kromeritz, international festival "Sarajevo winter", the Scriabin museum in Moscow, the Château de Bosmelet, Châtellerault, the Festival of Sagonne, La Semaine classique au Lavoir, at the Royal museum of fine arts in Brussels, Vienna House Concert and different venues in Paris and Paris region. The flute/guitar chamber music formation has drawn interest among composers since Astor Piazzolla and his Histoire du tango. Hence, the Duo SoliPse tend to play essentially XXth and XXIst century music including pieces by composers Doïna Rotaru, Massimiliano Messieri, Toru Takemitsu, Vincent Airault, Laurence Sherr or Edison Denisov. On the other hand, the Duo SoliPse is inclined towards folk inspired music from Béla Bartók, Dusan Bogdanovic, Miroslav Tadic, Ravi Shankar... They premiered the piece Liebes-Lied by Massimiliano Messieri in 2016, piece composed and dedicated to duo SoliPse, as well as A dream within a dream for flûte, guitar, voice, woodblock and live electronics. American composer Laurence Sherr dedicated his Capriccioso for flûte and guitar to Duo SoliPse. In 2022, the latest piece dedicated for the duo was Opus voyage by French composer Raphaëlle Zaneboni and Ocean in a drop by macedonian composer Darija Andovska.
Japanese-born pianist, Yuki Mack has performed piano for chamber music as well as a soloist with many orchestras in many part of the world. She has also performed live on the radio in Sweden, Italy, Germany, Poland, Japan and the United States, and has appeared in a PBS documentary ”Two Pianos-One Passion”. Recently she finished European concert tour performed in three countries and 4 cities including concert in Vienna at the Mozart house and at the Haydn Palace in Bratislava. Yuki has also partnered with her sister, Tomoko to form ‘The Mack Sisters’ piano duo. Together they have been awarded prizes in several national and international competitions. They also recorded several highly acclaimed collections of four-hand piano music albums. in 2007 Yuki partnered with renown erhu artist Xiao Dong Wei. Since then they have produced an erhu and piano album, Where East Meets West, and have performed in music festivals in United States and in Europe. This year in 2025 Yuki will be going on two European concert tours and in the summer she will be performing and joining the faculty of the International Summer Music Festival in Naleczow, Poland.
Program
Lilli Boulanger “Nocturne” (1911)
Per flauto e pianoforte
Massimiliano Messieri “Two Waka” (2024)
Per flauto and piano
Deep in the mountains
As rays of moonlight stream
Prima Italiana
Sofia Gubajdolina “Sound of the forest” (1978)
Per flauto e pianoforte
Astor Piazzolla “L’Histoire du Tango” (1985)
Per flauto e chitarra
Bordel 1900
Café 1930
Nightclub 1960
Concert d’aujourd’hui
Wolfgang Amadeus Mozart/ “Mozart Concerto KV. 299” (2025)
Massimiliano Messieri Arrangiamento per flauto, chitarra e pianoforte trio dell’omonimo Concerto in DO per flauto e arpa
Allegro
Andantino
Allegro Vivace
Prima Italiana
Elena Stojceska, flauto; Romain Petiot, chitarra; Yuki Mack, pianoforte





B/B - OMAGGIO A CATHY BERBERIAN E LUCIANO BERIO
22 Ottobre 2025
Teatro San Leonardo, Bologna
Ho sempre provato un senso di profondo disagio ascoltando canzoni popolari (cioè espressioni popolari spontanee) accompagnate al pianoforte. È per questo e, soprattutto, per rendere omaggio all'intelligenza vocale di Cathy Berberian che nel 1964 Folk Songs per voce e sette esecutori (flauto/ottavino, clarinetto, due percussioni, arpa, viola, violoncello) e, successivamente, per voce e orchestra (1973).
- Luciano Berio
A cura di MASK APS per il XV. Maskfest 2025
in collaborazione con il Conservatorio Statale di Musica "Maderna-Lettimi" di Cesena e Rimini e AngelicA - Centro di Ricerca Musicale, Teatro San Leonardo, Bologna
Presentazione del concerto a cura di Alda Caiello
Programma
Claudio Monteverdi (1567-1643)
Disprezzata regina - da "L’ incoronazione di Poppea" (1642)
Henry Purcell (1659-1695)
If music be the food of love (1681)
Luciano Berio (1925-2003)
Quattro canzoni popolari (1946-47)
⁃ Dolce cominciamento
⁃ Avendo gran disio
⁃ La donna ideale
⁃ Ballo
Luciano Berio (1925-2003)
Sequenza III per voce sola (1966)
Giancarlo Menotti (1911-2007)
Afraid, ma I Afraid? - da "The Medium" (1946)
Luciano Berio (1925-2003)
da " Six encores" per pianoforte solo
⁃ Wasserklavier (1965)
⁃ Luftklavier (1985)
⁃ Feuerklavier (1989)
Cathy Berberian (1925-1983)
Stripsody (1966)
Kurt Weill (1900-1950)
Je ne t’aime pas - da "Marie-Galante" (1934)
Igor Stravinsky (1882-1971)
Berceuse du chat (1915)
Da 4 Beatle-songs (1966) - arr. Louis Andriessen (1939-2021)
⁃ Yesterday
⁃ Michelle
⁃ Ticket to ride
Anastasia Egorova è nata a Mosca. La sua vita nella musica è cominciata direttamente al Teatro Bolshoi dove ha cantato nel coro di voci bianche per otto anni. Il suo debutto italiano è avvenuto nell’opera Tosca al Teatro Bonci, nel ruolo di Pastorello. Ha interpretato vari ruoli tra cui la Prima Strega in Dido and Aeneas, Lola in Cavalleria Rusticana, Suor Dolcina in Suor Angelica, Serpina nella Serva Padrona, Giannetta nell’Elisir d’Amore, Susanna nelle Nozze di Figaro e altri. Nel 2023 ha iniziato il corso di Canto indirizzo vocalità del ‘900 e contemporanea con Alda Caiello e nello stesso anno è stata invitata al XXXIV International Forfest Festival in Repubblica Ceca a cantare la prima esecuzione assoluta di “Ricordando il passato” di Massimiliano Messieri mentre nel 2025 per la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia “My name is Floria” di Virginia Guastella. Anastasia è anche attiva nella divulgazione musicale, organizza concerti di musica contemporanea con OYO - Our Youth Orchestra, conduce un podcast e racconta il repertorio contemporaneo sul suo profilo Instagram - @cactus_anacantus
Aurora Martini (soprano lirico), nata ad Arezzo nel 1998, consegue con Lode la laurea magistrale in Canto e Teatro Musicale nel 2023. Si distingue per la solida formazione accademica e una significativa esperienza nel repertorio operistico e cameristico, esibendosi regolarmente come solista e in formazione da camera. Tra le sue produzioni più recenti figurano Le Nozze di Figaro e L’Elisir d’Amore, con l’Orchestra de I Musici di Parma. Collabora attivamente con compositori contemporanei, contribuendo alla valorizzazione e diffusione di opere originali, con una particolare attenzione al repertorio vocale del XIX e XX secolo. Nel 2024 è stata selezionata per il corso di perfezionamento “La voce nel repertorio da camera del Novecento e contemporaneo” tenuto da Divertimento Ensemble a Milano. Attualmente si sta perfezionando sotto la guida del M° Alda Caiello e sta concludendo il Biennio di Musica da Camera nella prestigiosa classe del M°Pierpaolo Mauruzzi. presso il Conservatorio “Arrigo Boito” di Parma.
Laura Zecchini, diplomata in canto lirico al Conservatorio “Maderna-Lettimi” di Cesena, attualmente si sta perfezionando in musica contemporanea e barocca. Ha collaborato con direttori come Francesco Bossaglia, Tito Ceccherini, Antonio Greco e Marco Angius, ha partecipato due volte al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano e ha debuttato come protagonista nell’opera “The turn of the screw” di B. Britten in una produzione ERT. Ha eseguito anche diverse prime esecuzioni tra cui le opere “Il pellegrino del nulla” di Riccardo Perugini, “Dilexi” di Danilo Comitini”, “My name is Floria” di Virginia Guastella, “Rut” di Marianna Acito. Da sempre amante di musica folk, canta in un trio che esegue musica tradizionale irlandese e cantautorale italiana.
Luca Fraternali è nato a Rimini l’11 agosto 2004. Entra al Conservatorio G. Rossini all’età di undici anni nella classe del M° Giovanni Valentini, rimanendovi fino al 2019. Consegue il Diploma accademico di I livello nel 2023 con il massimo dei voti e Lode, sotto la guida della docente Antonietta Giammarco. Attualmente frequenta il Biennio di primo livello presso l’istituto Lettimi di Rimini, con il M° André Gallo.




SOUNDS THEATRE
25 Ottobre 2025, ore 21
Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini
Piazza de’ Celestini 2, Bologna
Progetto di Vahid Hosseini
Paolo Ravaglia - Clarinetto, Duduk, Elettronica
Nicola Baroni - Violoncello, Elettronica
Vahid Hosseini - Setar, Organo
Musiche di Jacopo da Bologna, Vahid Hosseini, Roberto Conz, Nicola Baroni, Paolo Ravaglia.
SoundsTheatre è un laboratorio di ricerca performativa che esplora le relazioni tra suono, spazio e
culture, per una ridefinizione dell'esperienza dell'ascolto. Il programma attraversa molteplici
contesti sonori e in particolare i rapporti fra il medioevo europeo e la tradizione persiana (all’interno
della quale Hosseini si è formato) rivissuti tramite le tecniche musicali della nostra epoca e
l’immaginario sonoro della musica elettronica.
La specificità del suggestivo spazio sacro offerto dalla Chiesa di San Giovanni Battista dei Celestini
è ideale cornice immersiva e di meditazione per le nuove composizioni e le improvvisazioni
modellate sulle sonorità medievali e del Radif persiano.
Due recenti composizioni di Hosseini, Sguardi su Shur per solo violoncello (2018) e Zhwana per
solo clarinetto (2020), toccanti rielaborazioni del Radif persiano, canti dedicati alla terra iraniana e
alle sue ferite, elettronicamente reinterpretati da Le Voix des Autres di Roberto Conz, ed espanse
dal Live Electronics di Paolo Ravaglia e Nicola Baroni. Rivisitazioni della musica di corte della
dinastia Qajar di Teheran e della polifonia del XIV Secolo di Jacopo da Bologna.

Sounds Theatre, per esplorare le relazioni tra suono, spazio e culture.
OMAGGIO A GIANCARLO CARDINI
Quaderni di Octandre
22 Novembre 2025, ore 19
Fondazione Istituto Liszt, via Augusto Righi 30, Bologna
Coproduzione Associazione MASK per le musiche di oggi, Fondazione Istituto Liszt, Agenda Produzioni per lo Spettacolo, in collaborazione con ART APS di Bolzano e Trento.
Presentazione a cura di Renzo Cresti e Giampaolo Salbego
Intervengono: Paolo Somigli, Roberto Satta, Roberto Murra, Lamberto Lugli
Brani pianistici di Giancarlo Cardini
Interpreti: Roberto Murra, Lamberto Lugli, Roberto Satta, Paolo Somigli
Introduzione: Gianpaolo Salbego, AGENDA edizioni e produzioni
Claudio Perugini: per pianoforte a 4 mani - Roberto Murra, Lamberto Lugli
Presentazione: Renzo Cresti. Giancarlo Cardini – Live (Quaderno nr 29), Musica Ludens (Quaderno nr 30)
Intervengono: Paolo Somigli, Roberto Satta, Roberto Murra, Lamberto Lugli
Giancarlo Cardini: A Palazzo Oro Ror da: ‘I Prati del Paradiso’ (2002), per pianoforte a 4 mani - Roberto Satta, Paolo Somigli
Due importanti Quaderni delle Edizioni Agenda
Con esecuzioni di interpreti straordinari e autorevoli contributi critici di Renzo Cresti
I Quaderni editi da Agenda di Bologna costituiscono un punto di riferimento per la musica italiana dell’ultimo mezzo secolo. Le ultime due uscite riguardano il noto pianista e originalissimo compositore Giancarlo Cardini, Quaderno da me curato e pubblicato all’inizio di maggio di quest’anno, e una particolare antologia, nata da un’idea di Lamberto Lugli e Roberto Murra, intitolata Musica ludens, una serie di pezzi per pianoforte a quattro mani interpretati dagli stessi Lugli-Murra.
Il Quaderno Giancarlo Cardini live inizia con il mio saggio, Giancarlo Cardini o delle vie eccentriche, e porta i contributi di Paolo Carradori, Marco Lenzi, Gianpaolo Salbego, Roberto Satta, Paolo Somigli e Agnese Toniutti. Vi sono vari fascicoli, il primo raccoglie musiche di Guido Arbonelli, Vincenzo Saldarelli e Giancarlo Cardini, al quale sono dedicati interamente i successivi inserti. Il secondo comprende i pezzi Castaldi e Paesaggio marino al tramonto, con barca e grande nuvola nera. Il terzo fascicolo è intitolato à la manière de…, ed è dedicato alle rielaborazioni di Cardini di musiche di Gershwin, Berstein, Porter e Bacharach. Infine, il fascicolo intitolato Le canzoni che ho amato, con geniali riadattamenti di canzoni di Bindi, D’Anzi e Modugno.
L’audio è ascoltabile in rete comprende musiche di Guido Arbonelli, Giancarlo Cardini, Marco Lenzi, Vincenzo Saldarelli, Sylvano Bussotti e Caterina Venturelli, mentre gli interpreti sono Giancarlo Cardini, Guido Arbonelli, Ilaria Baldaccini, Roberto Fabbriciani, Vincenzo Saldarelli, Francesca Della Monica e Paolo Somigli.
Scrive Gianpaolo Salbego in questo ultimo Quaderno: “nel 2002 Giancarlo compositore/pianista e io editore ci incontrammo. Sperimentava le sue sensazioni legate all’accademica e all’avanguardia (lo si vede nel materiale dei Quaderni di Octandre n. 22), ma la cosa che mi incuriosì maggiormente fu la sua riflessione sulle Canzoni che ho amato. Mi propose trascrizioni di canzoni di Bindi, Modugno e D’Anzi così come lui le aveva vissute. […] Nel 2017 pubblicammo nella linea Revisione di canti noti, l’importante: A la manière de… Ancora una volta Giancarlo si espresse dicendo che le sue memorie di canzoni che aveva amato erano presenti anche in area jazz: Gershwin, Kern, e poi il teatro musicale di Weill, Cole Porter. Erano spunti che sviluppava creativamente e lo convinsi a fare uno sforzo in quella direzione, perché la paternità musicale era sua, contaminata, ma con sviluppi e scelte riconducibili a lui: fu il Quaderno di Octandre n 29”. Con questo recente Cardini live si completa un percorso virtuoso che Agenda ha dedicato al grande Maestro.
Il secondo Quaderno edito a maggio, che segue a ruota l’uscita di quello dedicato a Cardini, s’intitola Musica ludens e comprende gli spartiti delle musiche che il duo Lugli-Murra propone: Piccole ironie su nove mestieri di Aurelio Samorì, Handsplay di Lamberto Lugli, Bazzle di Mauro Cardi, 4 quadretti ironici di Alessandro Bonanno, interpretazioni ascoltabili tramite QRCode. Inoltre, nel fascicolo vi sono contributi di Marino Aprea, Renzo Cresti, Lamberto Lugli, Roberto Marra, Giulia Mariti, Enrico Marocchini, Marco Maria Tosolini e Orlando Vallucci.
Nella Prefazione, a firma di Lugli e Murra, una pagina che spiega il loro interesse e felicità nel suonare insieme, si legge: “pensiamo di aver dato modo, facendo leva esplicitamente sulla componente ludica del ‘quattro mani’ pianistico, di arricchire la letteratura dello strumento con opere in cui la complicità artistica degli esecutori si possa cimentare ed esprimere anche in un ambito più ampio di quello specificatamente esecutivo”. Un giusto risalto alla creatività degli interpreti!
Due Quaderni complementari, entrambi basati sul rapporto fra composizione ed esecuzione, relazione affrontata, sia da Cardini sia dal duo Lugli-Murra, in modo creativo estroso, leggero e ironico. Una musica ludens che manca nel serioso panorama della musica presente, troppo spesso compassata e auto-referenziale. Che siano dunque i benvenuti i nuovi Quaderni, anche perché la qualità delle esecuzioni e dei contributi e davvero eccelsa.
AGENDA
Nasce nel 1977 e si caratterizza nel settore Musica Jazz, legato ai materiali acquisiti, programmati e co-prodotti da Cicci Foresti ideatore del Festival Jazz di Bologna. Si approfondiscono anche generi della musica d’uso e un’importante documentazione sul ‘Liscio’ bolognese. Nel 1990 ci si proietta anche sull’area Accademica contemporanea con importanti linee musicali (Contemporanea, Album di MusicAttuale, I Quaderni di Octandre), discografiche e sulla didattica Octandre Didattica.
Dal 2021 Agenda assume il sottotitolo: servizi per lo spettacolo e acquisisce gli archivi e la strumentazione di ensemble Octandre, Associazione Musica Attuale e Centro di Documentazione ‘Octandre’ dove sono presenti oltre 15.000 titoli specifici su educazione musicale (dall’archivio del Baule dei Suoni), su musica accademica contemporanea e su strumenti a percussione.
I QUADERNI DI OCTANDRE
Fanno parte delle linee editoriali di Agenda servizi per lo spettacolo. I Quaderni affrontano tematiche di varia natura: argomenti musicologici, argomenti specifici attinenti a famiglie di strumenti, monografie di autori, ma… la caratteristica fondamentale è l’editore che anima l’autore o il musicologo interessato a realizzare il quaderno in modo autogestito, definendo lo stile e i collaboratori utili al prodotto finale e inserendo all’interno ogni tipo di contributo (personale, dei collaboratori, artistico, poetico, musicale e musicologico, fotografico, audio-video ecc) e con la nuova squadra work in progress l’editore continuerà il suo ruolo di animatore mettendo a disposizione tutto l’apparato di servizi necessari. Il Quaderno si presenta con un contenitore che raccoglie tutti i codici per l’inserimento nei cataloghi internazionali (ISBN, ISMN, ISRC, BNCF) e audio/video (ISRC); un inserto contributi dedicato alle poetiche dell’autore, alla/e biografie e all’elenco delle opere, oppure ad analisi descrittive l’argomento del quaderno; allegate le partiture integranti il QUADERNO DI OCTANDRE, che singolarmente faranno parte anche della linea CONTEMPORANEA.
